Cosa accade nello spazio che separa e allo stesso tempo connette — le cose? Le parentesi creano uno spazio di transito, sospendono il discorso principale per aprire una possibilità ulteriore. In questo intervallo il significato si espande; linguaggi diversi entrano in contatto, le pratiche artistiche sfuggono alle categorie consolidate. Le parentesi rendono visibile ciò che normalmente resta sullo sfondo, spostando l’attenzione dall’oggetto isolato al sistema di relazioni che lo rende possibile. La ventunesima edizione si presenta come un dispositivo tra parentesi: un sistema che trova la propria forza nella capacità di restare in continua ridefinizione. Un luogo in cui le opere, le pratiche e i ruoli rimangono aperti all’interazione e alla possibilità di assumere significati diversi a seconda delle relazioni che attivano.
Concept:
Per l’edizione 2026 di ArtVerona, BoA Spazio Arte presenta, in continuità con l’edizione 2025, i nuovi lavori di tre giovani artiste: Jilan Wu, Tullia Mazzotti e Roberta Cacciatore.
In questo progetto la volontà è quella di far emergere la ricerca continua ed il dialogo che si crea sia tra le diverse artiste, di fatto coetanee, sia tra i diversi medium, in linea con il tema della fiera. Jilan Wu (Cina 1990) predilige da sempre l’uso del pigmento e dell’olio su tela, con palette di colori forti e vividi, dove la figura emerge sempre maestosamente ma mai delineata nei tratti. Il ricordo dell’infanzia e il rapporto con il corpo sono per Wu centrali ed è in questa direzione che si è avvicinata alla ceramica, medium materico per eccellenza. Nelle ceramiche Wu riscopre un po’ di quell’immaginario infantile mantenendo la sua linea cromatica ed evidenziando dei dettagli che ritornano anche nelle tele come i piccoli fiori, i seni e le movenze morbide.
Tullia Mazzotti (Rimini, 1997) a sua volta fa coincidere la pittura con la scrittura, in un primo momento trattate in maniera separata ed ora inserite in un racconto unico e complesso, che unisce atmosfera naturale e tumulto interiore. Il bisogno di scrivere e quello del dipingere si equivalgono come linguaggio, creando nelle opere dinamicità e alternanza tra linee nette (i riquadri dove si inserisce il testo-non testo) e nuvolosità informi.
Roberta Cacciatore (Roma, 1994) nelle sue opere interseca ceramica, ricamo e cianotipia. I tre medium permettono all’artista di rappresentare in maniera molto intima la profondità che si cela dietro le piccole pose e i gesti; spesso soggetto delle sue opere, Cacciatore di fatto realizza delle micro-performance riservate, che vengono fissate attraverso la tecnica di stampa a cianotipia, e racchiuse in quelle che possono essere viste come scenografie, impalcature poetiche, rilegature. Anche nel suo caso siamo davanti ad un dialogo tra materie e superfici differenti che si sublimano vicendevolmente.
Le “parentesi” quindi, se intese come pausa dall’ordinario, sono in questo progetto il vero movimento di spinta verso nuovi orizzonti di pensiero e visione.






