Il progetto espositivo proposto da BoA Spazio Arte per l’edizione 2026 di The Others prende avvio dallo statement della manifestazione:
«La sosta non viene intesa come immobilità, ma come una condizione generativa. Un tempo necessario per osservare, ripensare e immaginare nuove direzioni. In questo senso, l’edizione 2026 si presenta come uno spazio di possibilità, un momento di sospensione che permette di interrogare il presente e aprire nuove prospettive sul futuro.»
In un presente segnato dall’accelerazione tecnologica, dalla smaterializzazione dell’esperienza e dalla predominanza del virtuale, le artiste Flavia Bucci e Francesca Mazzagatti rispondono attraverso un ritorno alla natura, intesa come spazio di rigenerazione, contemplazione e riscoperta del tempo lento.
Questa tensione si manifesta sia nella scelta dei soggetti rappresentati sia nelle pratiche e nei materiali impiegati. Le opere riflettono su un diverso modo di abitare il quotidiano, proponendo una rinnovata relazione con la dimensione naturale, intesa non solo come paesaggio o elemento iconografico, ma anche come impiego di materiali grezzi, processi essenziali e lavorazioni che conservano la propria autenticità. La natura viene così intesa non esclusivamente come tema iconografico, ma come paradigma operativo e culturale attraverso cui interrogare il rapporto tra essere umano, tempo e paesaggio.Un approccio che si allontana dall’estetica levigata e stereotipata della bellezza contemporanea per avvicinarsi, invece, a una ricerca di epifania nelle piccole cose, nei dettagli, nei ritmi lenti dell’osservazione.
L’allestimento mette in dialogo pittura e scultura, tele e strutture reticolari, costruendo un percorso immersivo che invita il visitatore a rallentare, sostare e instaurare una relazione diretta con le opere. Attraverso questo confronto emerge un lessico visivo condiviso, fatto di richiami, corrispondenze e sensibilità trasversali, che restituisce la sosta come occasione di ascolto, immaginazione e apertura verso nuove possibilità.








