Mostra di Opiemme e Defe
Opening: mercoledì 17 settembre ore 18-21
Periodo mostra: 18 settembre – 1 novembre 2025
Fragile come un respiro, potente come un simbolo, la farfalla attraversa questa mostra come presenza e metafora ed accompagna gli artisti in una riflessione sul rapporto uomo/ natura in un dialogo tra diversi stili e ricerche.
In un mondo sconvolto da un secolo di rapido sfruttamento ambientale, la farfalla diventa icona di trasformazione interiore e di adattamento per la sopravvivenza. Le opere in mostra – attraverso diverse tecniche e soluzioni installative – giocano con la sua leggerezza per riflettere sulla pesantezza del nostro tempo e sulla nostra identità che muta; un’osservazione dei cambiamenti delle nostre vite, fra un passato analogico e un presente immerso in una corsa tecnologica digitale, che dispone (e sfrutta) della natura che ha attorno. La farfalla diventa qui dispositivo poetico e politico, che mette in tensione concetti come permanenza e dissoluzione, bellezza e precarietà, mutazione e resistenza.
La mostra si configura come un cammino visivo e concettuale, un invito a rallentare, ad osservare da vicino ciò che spesso sfugge. Perché nella fragilità dell’ala si nasconde un’intera cosmologia.
Da qui il titolo della mostra, “Negazione e disincanto”:due termini usati con un’accezione positiva. La negazione del negazionismo della crisi ambientale per disincantarsi e prendere coscienza del nostro ruolo sulla Terra. L’incantesimo si spezza grazie alla negazione che diventa filtro per vedere la realtà, sofferente ed esausta; il disincanto svela la superficie plastificata delle nostre convinzioni, concedendoci il cambiamento, volgendoci alla mutazione. Gli artisti infatti “auspicano un risveglio, una presa di coscienza che porti alla responsabilità e all’azione; una esplicita chiamata al riconoscimento del ruolo umano nell’attuale crisi ambientale e alla necessità di svelare le proprie illusorie convinzioni per poter agire con cognizione di causa. Un invito a un’introspezione collettiva che apre ad una rinascita simbolica e di impegno civile”.
La mostra si configura quindi come un richiamo a rallentare, ad osservare da vicino ciò che spesso sfugge e a cercare un modo alternativo di abitare il mondo, con grazia, con rispetto.
“Si parla finalmente di eco-cidio. Si potrebbe fare un ‘outing ambientale’ collettivo”. Opiemme
“Le parole negazione e disincanto sono qui oggi in veste speculare e interdipendente, hanno abbandonato le armi deponendole nella semantica; negare diventa la desiderata porta della nostra futura percezione”. Defe




